PIEVE di PARPANESE
 

La Pieve di Parpanese è un piccolo ma articolato complesso costituito da una Chiesa con annessi locali e pertinenze. Di datazione incerta, pare che la prima costruzione risalga addirittura al XII secolo; tuttavia, data la particolare posizione in riva al Po, soggetta quindi alle numerose piene del fiume, è facile intuire come dell'impianto originario non sia rimasto nulla se non alcuni elmenti riscontrabili nelle ampie cantine al di sotto del sito originario e sotto il livello del fiume. Le successive ricostruzioni e modificazioni che si sono succedute nel corso dei secoli ci mostrano un'architettura comunque tipica del lugo: semplice, a tratti spartana, essenziale e pratica nelle forme e negli spazi. La pianta è ad ambiebnte unico, con abside unico retrostante l'altare, due piccoli altari laterali, e due piccole nicchie votive di cui una ospitante la fonte battesimale. I materiali impiegati, mattoni rossi e pietre di fiume, uniti con malte tenere, la rendono l'esempio classico della chiesetta della zona. La Chiesa nasce già con un piccolo convento annesso, attualmente casa padronale, ed il relativo chiostro, di cui oggi non rimane traccia. L'intitolazione della stessa a San Gorgonio non ha riscontri storici se non quello della leggenda che narra come, da un pellegrinaggio di ritorno da Roma verso Canterbury, fosse stato ospitato nel suo lungo cammino, e li avesse compiuto il miracolo di salvare la Chiesa da una delle tante alluvioni a cui era soggetta.

La Pieve di Parpanese infatti è posizionata sull'antica via Francigena, ed il complesso ha ospitato, nell'edificio antistante alla Chiesa, divenuto privato e trasformato poi in un piccolo ristorante, migliaia di pellegrini che percorrevano questa strada alla volta di Roma e verso Canterbury.

Nell'anno 2000, l'ennesimo straripamenteo del fiume Po, arrivato ad oltre tre metri di altezza dal piano stradale, ha fatto si che fossero effettuati lavori di ristrutturazione molto profondi. Si è quindi anche colta l'occasione di effettuare lavori di ricostruzione del tetto del campanile e di riposizionare la campana originaria, caduta durante la seconda guerra mondiale, facendola così divenire simbola della rinascita di questo piccolo complesso.

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L' associazione "Amici di Pietro Delfitto" gestisce oggi la Pieve di Parpanese.

Pur essendo la Chiesa ancora consacrata, la particolare natura del luogo e la rinascita avviata dal Maestro con l'affrescatura delle pareti, purtroppo interrottasi alla sua morte, ha contribuito a sviluppare una precisa dimensione artisitica con una vocazione particolare alla pittura, arte prima del Maestro stesso. E' comunque possibile notare anche la sua arte scultorea nelle dodici stazioni della Via Crucis, modellate in cemento e di rara potenza espressiva. L'affresco dell'abside è imponente, le figure assumono una loro dimensione e ci ricordano importanti momenti sacri, ma calati nella realtà contadina dei luoghi, con una profusione di colori ed ori che rendono la mano pittorica del Maestro particolare, personale, ineguagliabile.

Tuttavia, nel rispetto delle sue volontà e del suo eclettismo artistico, l'Associazione ha aperto il complesso a qualsiasi forma d'arte che possa suscitare emozioni ed ispirare bellezza in coloro che vengano a visitare le Mostre che periodicamente vengono organizzate. La promozione di artisti, consolidati quanto emergenti, trova quindi la sua sede ideale anche per sculture, disegni, installazioni, ceramiche, vetri, accompagnata da eventi musicali di intrattenimento quali concerti per canto e pianoforte.

Non si dimentica, da ultimo ma non per ultima, la funzione primaria della Chiesa stessa. In particolari occasioni, a richiesta, vengono celebrate messe durante le festività principali e commemorative.